Un uomo, un partito, uno Stato
Villa Somaglia, detta il Gernetto, è una delle proprietà del cittadino Silvio Berlusconi, che l’ha pagata trenta milioni di euro.
E’ una sua residenza privata – una delle ali è stata riempita di suoi vestiti etc – ma è anche la sede in cui svolgono le cene elettorali del Pdl ed è infine il luogo deputato per la famosa “università liberale” che – parole del Cavaliere «nasce per scardinare il monopolio della sinistra in campo culturale».
Ieri, al Gernetto, Berlusconi ha incontrato il primo ministro croato in visita in Italia.
Mi chiedo cosa direbbero i repubblicani americani se Obama ricevesse ufficialmente un capo di Stato straniero in un edificio di sua proprietà dove si raccolgono fondi per i democratici e si tengono lezioni per scardinare il monopolio culturale della destra Usa.
Invece da noi ormai è tutto normale. Anche la totale identificazione tra Stato, individuo e partito.
Come in Corea del Nord.
Molto liberale, appunto.
Alessando Gilioli qui
Immagini del CIE di Bari registrate con il cellulare da Beseghaier Fahi, cittadino tunisino poi espulso, ed inviate alla redazione di RadioRadicale.it.
Qualsiasi commento mi pare superfluo.
Metilparaben: Per favore, fate qualcosa, noi stiamo soffrendo qua
(via hneeta)(via curiositasmundi)(via davesimeone)
(via sumkia)
(via beggi)
Michele Serra su L’espresso
LOL!
(via internetflaneur)
(via curiositasmundi)
“In Italia ci sono due re: un re è Berlusconi, l’altro re è il Papa. Berlusconi comanda l’Italia, il Papa comanda gli italiani.”
(Lili, 9 anni, Cina)
“A me se c’è questa croce e basta non dà fastidio, se però c’è attaccato il morto mi sembra un po’ brutto perché mentre mangi vedi sempre questo Dio che muore e per me non è una cosa bella.
(Naima, 7 anni, Marocco)
“Mi ha offesa, ci sono abituata” | Repubblica.it (via arte-fatti | addictions)
Non bisogna scusarsi di essere Atei.
Bisogna, al contrario, andarne fieri, a testa alta, perché “ateismo” significa sana indipendenza di giudizio e, anzi, mente sana tout court.
Molti in cuor loro sanno di essere atei, ma non osano ammetterlo con la famiglia e a volte nemmeno con se stessi, anche perché il termine “ateo” è stato sempre caricato di connotazioni negative e inquietanti.
L’ateismo è un’aspirazione non soltanto realistica, ma anche nobile e coraggiosa.
Gli atei devono rendersi conto di questa anomalia: le opinioni religiose sono le uniche opinioni dei genitori che, per consenso pressoché universale, si possano automaticamente riversare sui bambini, i quali sono troppo piccoli per comprenderne il significato. Non esiste il bambino cristiano; esiste solo il figlio di genitori cristiani. Cercate di ficcarvelo in testa.
La puerilità che Isaac Asimov rilevava nelle pseudoscienze si può attribuire anche alla religione: “Se si analizza qualsiasi pseudoscienza, si trova sempre una coperta con cui scaldarsi, un pollice da succhiare, una gonna cui attaccarsi”.
La sostanza della fede religiosa, nonché la sua forza e la sua principale gloria, è disdegnare le giustificazioni razionali. A noi non credenti si chiede di sostenere con buone argomentazioni i nostri pregiudizi, ma provate a chiedere a un credente di giustificare la sua fede e sarete subito accusati di violare la “libertà religiosa”.
Il Dio dell’Antico Testamento è forse il personaggio più sgradevole di tutta la letteratura: geloso e fiero di esserlo, è un castigamatti, meschino, iniquo e spietato; sanguinario istigatore della pulizia etnica; un bullo misogino, omofobo, razzista, infanticida, genocida, figlicida, pestilenziale, megalomane, sadomasochista e maligno secondo il suo capriccio. Quelli di noi che si sono familiarizzati con i suoi metodi fin dall’infanzia hanno finito per non accorgersi più di quanto siano orrendi.
- Richard Dawkins -
